Olio, alimento plurale. Trionfo dei sensi e ingrediente decisivo

Avevate mai pensato a quale olio è più adatto ai vostri piatti?

La produzione di olio extravergine di oliva possiede un’ampia varietà e di sapori, frutto diretto della ricchezza territoriale italiana, connessa alla storia economica e sociale. Nell’amplissimo patrimonio organolettico dell’olio risiedono pregi che corrispondono al “terroir” e che direttamente raccontano le tradizioni e le varietà di olivo stabilitesi in funzione di esse e dell’ambiente: nel loro riconoscimento risiede una sicura e potente arma contro le frodi e la globalizzazione dei mercati. Senza dimenticare che, invece, lavorazioni massive posso dare luogo a difetti sensoriali che contaminano la naturale freschezza dell’olio extra vergine, e a quali dobbiamo stare attenti a non assuefarci.

L’olio extra vergine d’oliva, insomma, è un prodotto plurale, che racchiude gli aromi delle terre dal quale viene estratto. Dal nord al sud Italia l’olio extra vergine d’oliva offre una varietà di fragranze che non sarebbero tali senza una radicata produzione locale. 

«Ogni piatto ha il suo olio» è la frase, semplice, ma vitale in cui risiede l’essenza dell’olio extra vergine d’oliva: un alimento che grazie alle sue differenze caratterizza molti piatti della tradizione italiana rendendoli ambasciatori delle regioni nei quali sono stati ideati. Per questo è importante testimoniare il valore della produzione locale dell’olio extra vergine. E per farlo è importante riconoscere le differenze dei diversi oli extra vergini d’oliva e usarli in cucina con coscienza, esperienza e , soprattutto, dando spazio alla loro meravigliosa soggettività . Ci avevate mai pensato?

Elisa Traverso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *